Strutture

Come è ormai consuetudine in Africa per motivi pastorali e logistici la Missione è stata suddivisa in diverse piccole comunità, strutturate come una piccola parrocchia con comitato organizzativo ed economico autogestito dai locali, eletto dai cristiani stessi.
Le cappelle prendono il nome dalle località dei villaggi e sono così suddivise:
Loniek, Magadi, Miharati, Ol Moran, Kahuho, Githima, Gitwamba, Minjore, Mithuri, Kabati, Ol Motunyi.
In seguito agli scontri del 2006 e 2007 5 cappelle sono state abbandonate e successivamente smantellate.
Le comunità locali, aiutate dai missionari, si costruiscono le cappelle, che possono servire poi anche da scuola per catechismo e altri incontri della comunità. I cristiani stessi contribuiscono alla costruzione e alla manutenzione. I sacerdoti secondo un orario mensile si recano alla domenica a celebrare la messa nelle differenti cappelle. Quando non è presente il sacerdote la comunità stessa per mezzo del catechista celebra una liturgia senza il sacerdote.
Il distretto di Laikipia è stato definito già dai primi coloni inglesi come semiarido cioè inadatto per una agricoltura commerciale, più adatto per un allevamento del bestiame o a coltivazioni resistenti alla siccità. Il clima è caratterizzato da due stagioni piovose che possono essere abbondanti o molto scarse a seconda delle annate. Inoltre ogni 10-11 anni c'è una grande siccità. Bisogna però osservare che negli ultimi anni si sono un po' alterati i ritmi millenari; quindi può piovere con due mesi di ritardo anche in maniera eccezionale.
Non esistono fiumi permanenti, ma solo torrenti stagionali. Per risolvere i problemi di acqua potabile per la popolazione e gli animali, sono stati sviluppati alcuni progetti per permettere alla popolazione di usare l'acqua dei laghetti artificiali o dei pozzi profondi per mezzo di pompe eoliche che sfruttano i venti provenienti da NE che battono abbastanza costantemente la zona.
